Spagnola e Covid: un parallelo nella storia

Aggiornato il: gen 4

1919-2020: una storia già vista?

Il Baule, nuovamente aperto in queste nevose giornate, ci regala l’ennesimo viaggio nel tempo.


Ci troviamo a Stochton, California, sul finire del 1918. La Grande Guerra è volta finalmente al termine, con la scia di sangue che ha macchiato l’Europa, non risparmiando nemmeno le famiglie di coloro che lasciarono il Vecchio Continente per il Nuovo Mondo.


Un altro, sconosciuto e questa volta invisibile nemico, inizia ad affacciarsi sulla scena globale.

Una cattiva malattia all’improvviso irrompe nella vita quotidiana, portando limitazioni e chiusure per diversi mesi di teatri, chiese e scuole, trasformando le già allora movimentate e caotiche città statunitensi in luoghi del silensio, raccomandato l’uso della mascherina in pubblico, "non si potteva uscire sensa maschera è stata molto aracomandata".


L’ansia per la salute dei propri cari, familiari e amici, la paura della morte che nuovamente entra nel pensiero quotidiano, "morivano come le mosche famiglie in tiere", la preoccupazione di non ricevere adeguate cure in caso di bisogno, "dala male cura, perché erano abandonati da tutti i dottori non cenera basta anche i dottori avevano paura".


Sono le parole di semplici contadini emigrati dalla Val Brevenna negli Stati Uniti a fine ottocento che ci raccontano la quotidianità da loro vissuta, anzi per meglio dire convissuta, con il terribile morbo della Spagnola.


Sono passati esattamente centouno anni dal momento in cui furono spedite queste lettere, mai così semplicemente attuali, in tempo di pandemia.

Stochton 26 Novembre 1918


Carissimo Padre

Vengo a darvi le mie nottisie che al presente godiamo buona salute tutti in famiglia e così mi fa sperare che sara di voi di tutti in famiglia adesso siamo contenti che la Cuera [Guerra] sarà finita e tutti i Parenti che avevamo avuto la grassia di essere salvi farano ritorno alle loro famiglie, che tanto sarano desiderati, mi darete un po di notisie di tutti i cugini se sono salvi. Siamo adirvi che sera una cattiva malatia tutto il mese di novembre adesso speriamo che sara finita che va tutti giorni in dietro tutti i frateli con loro famiglia sono tutti salvi, ed anche i nostri Paesani del resto morivano come le mosche famiglie in tiere [intere] dala male cura, perché erano abandonati da tutti i dottori non cenera basta anche i dottori avevano paura, ed nesono morti 3 in questa città dopo è venuto luso della maschera non si potteva uscire sensa maschera è stata molto aracomandata dai sanitari la città era di serta [deserta] e tutti si stava a casa le scuole sono chiuse, le chiese i teatri, adesso va in dietro speriamo che saremo salvi.

Vi faccio sapere che vio spedittto un pacheto asieme alla Dosolina

Credo he questa mia vi giungerà per le feste di Natale, ed melo steso tempo non posiamo che a ugurarvi le buone Feste di Natale asieme a tuta la famiglia.

Credo che avrete ricevuto la mia lettera che viomandato dunque non mi resta che salutarvi a sieme a tutti in famiglia e credetemi vostro aff.ssimo figlio Federico Natalina tanti baci dai vostri Nipoti

Stochton Calif.



Stochton 10 Febbraio 1919


Carissimo Padre

Vengo con questa mia lettera a darvi risposta alla vostra tanto cara che abbiamo ricevuto il giorno 20 Dicembre. Con grande piacere sentiamo che siete in ottima salute, come pure tutti in Famiglia ed al presente vi posso asicurarvi di noi tutti, siamo contenti che adesso pare che l’influensa sia andata in dietro le scuole sono state aperte il giorno 3 Febbraio le chiese ed i Teatri, dopo 4 mesi che era tutto chiuso, ed luso della maschera per non prendere i germi di detta malatia siamo contenti che se la siamo passati ancora bene tutti i parenti fin qui fin qui basta che ritorni in dietro quanti … nostri con nasionali [connazionali] che erano contenti di essere e senti dalla guera, ed sono morti di questa malatia, in pochi giorni.

In questo in Verno affatto molto fredo e sciuto, adesso sono due ,otre, giorni che piove un poco.

Esendo che è finita la guera speriamo che un giorno olaltro faremo una visita ai Paesi vechi così una volta ancora potremo ancora abraciarvi. Scrivete notisie dei Parenti che sono stati al fronte.

Dunque non mi resta che salutarvi tutti in famiglia da parte di noi tutti, abraciandovi

Mi sotto scrivo vostro aff. filgio Federico Natalina

Tanti baci dai Vostri Nipoti Mario e Meri






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