Tonno e Casareggio: un quadro scritto del 1799

Tonno e Casareggio nell'inchiesta della Repubblica Ligure del 1799


Durante la breve durata della Repubblica Ligure (1795-1805), vennero stilati, per le diverse parrocchie, dei questionari volti ad indagare le caratteristiche delle comunità locali, sia territoriali sia sociali ma anche economiche.


Nell'Inchiesta su Tonno e Casareggio, conservata presso l'Archivio di Stato di Genova (1), il quadro dei due borghi, riguardo alle condizioni di vita dell'epoca, è nel suo complesso piuttosto chiaro.

Dal documento emerge la poca fertilità del terreno "esso in qualche luogo è alquanto forte, nella maggior parte leggiero, di colore cenericcio, e bianco, secco, sassoso. Il fondo è scoglioso a strato continuato, ma frammezzato con vene di terra", nonché l'arretratezza delle tecniche agricole locali "Non potendosi far uso dell’aratro per essere il sito assai ripido, perciò si coltiva tutto il terreno colla zappa", conseguenza dalla scarsità di zone pianeggianti "Il territorio è tutto montuoso, e molto ripido".

Due sono le colture maggiormente diffuse "I prodotti del terreno coltivato sono grano, e verza", oltre alle estensioni dei pascoli e dei boschi di castagno.


Altro punto dolente e critico per lo sviluppo delle due borgate è l'isolamento dettato dall'assenza di importanti vie di comunicazione, ostacolo comune a tutta la Vallata "qui non v’è commercio, perché non vi sono strade adattate, e lontani siamo dai luoghi di passaggio (...) Le strade sono strette, rapide, e piene di sassi ne si potrebbero rendere carreggiabili se non con gran spesa, e lunga fatica".



Originale conservato presso l'Archivio di Stato di Genova

Tuttavia emergono anche altri elementi degni di interesse, come il numero di abitanti dei due paesi, che al 1799 si attestava a più di quattrocento persone, delle quali almeno la metà stagionalmente impegnati come forza lavoro in Lombardia.

Preziose sono anche le annotazioni sul numero di pecore, circa 100, e mucche allevate, quest'ultime stimate in 60 unità.

Altra caratteristica del luogo era la ricchezza di acqua, funzionale per la presenza di un piccolo mulino.


Come al solito, per chi avesse piacere di leggere per intero questo documento, lo riporto qui fedelmente trascritto.


Buona lettura!


Libertà Egualianza


Che il comune di Tonno nel circondario della Casella dirigge a voi, cittadino presidente dell’istituto nazionale, a tenore delle dimande che gli son fatte

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  3. Il numero degli abitanti è di quattrocento e più. La popolazione va crescendo. Devesi però notare , che più della metà dei medi abitanti dimora la massima parte dell’anno in Lombardia

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  10. non vi sono che pietre da calcina selvatica

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  14. Presa in quadro l’estensione del territorio colto, arriva questa ad una decima parte di miglio incirca, e quella dell’incolto, ossia salvatico ad un miglio in circa. Il territorio è tutto montuoso, e molto ripido.

  15. Circa la qualità del terreno: esso in qualche luogo è alquanto forte, nella maggior parte leggiero, di colore cenericcio, e bianco, secco, sassoso. Il fondo è scoglioso a strato continuato, ma frammezzato con vene di terra.

  16. Non potendosi far uso dell’aratro per essere il sito assai ripido , perciò si coltiva tutto il terreno colla zappa. Il coltivato si mantiene nel suo essere con rifare le muraglie che lo sostengono, le quali rovinano di spesso a cagione del gelo delle piogge dirette e del discioglimento delle nevi; ragioni queste per le quali seguono in questo territorio frequentemente delle libbie. Non si sa, che migliore coltivazione progettare ed introdurre.

  17. I monti incolti sono in parte coperti d’erba a pascolo parte d’alberi a selva. L’estensione dei boschi da castagna è d’una duodecima parte di miglio in circa

  18. I prodotti del terreno coltivato sono grano, e verza: l’incolto serve di pascolo al nostro bestiame per quattro mesi l’anno in circa. Il terreno colto da cento sacchi di robba incirca. Dall’incolto si raccoglie della foglia per fare il letame.

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  21. In questo territorio spontaneamente alligano faggi ed, alburni.

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  24. Nel paese ci sono vacche , e pecore. Queste son cento, e quelle sessanta in circa

  25. La lana delle pecore serve per uso de proprietari, vestendo tutti di quella. Si vende sei lire incirca al rubbo. Ogni pecora ne da una libbra scarsa

  26. Le pecore sono soggette ai lumazzini, che vengono loro nella testa, e sono incurabili: le vacche noi al mal di …, e alla freddura e questa neanche si sanno da noi curare.

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  29. Cioè: qui non v’è commercio, perché non vi sono strade adattate, e lontani siamo dai luoghi di passaggio

  30. Le strade sono strette, rapide, e piene di sassi ne si potrebbero rendere carreggiabili se non con gran spesa, e lunga fatica

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  34. Il torrente che abbiamo nel nostro territorio, quando è abbondante di acqua, serve per un molinetto. Detto torrente non asciuga mai

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Questo è quanto, in presenza della municipalità dicono in più i periti del Comune Salute, e Fratellanza

1799 1 Aprile anno 2 della Ligure Libera


(1)Archivio di Stato di Genova, Fondo < Repubblica Ligure, sfilza n. 610, Inchiesta dell'istituto Nazionale> Monti Liguri Occidentali, 1799.

Non sono uno storico, ne aspiro a diventarlo. Ma da sempre con la passione per la storia e la cultura della Valle che fu.


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