Tessaie: il villaggio nascosto


Alla scoperta del borgo fantasma alle pendici del monte Pareto

Tessaie o Tassaie, in dialetto Tasciaie, è un piccolo villaggio abbandonato, piuttosto cupo ed inghiottito dal bosco, sul versante orientale del monte Pareto.

Situato ad un'altitudine di 931 metri s.l.m., si trova incastonato tra due piccoli corsi d'acqua spesso asciutti in estate: il rio Baresi e il rio Masebono.

Al visitatore che decide di arrampicarsi fino lassù, appare come un luogo sperduto nel tempo, con i suoi sette o otto edifici raggiungibili solo a piedi, con diversi sentieri e mulattiere.

Vi si poteva accedere da Aia Vecchia, tramite una mulattiera ora non più transitabile.

Da Casareggio si segue un segnavia rosso lungo un stretto sentiero, passante davanti ai ruderi della cappella Rebugnacca, dedicata un tempo a Sant'Antonio, per giungervi in circa tre quarti d'ora di cammino.

Da Pareto, si deve risalire la traccia aggirando l'omonimo monte, fino a deviare a mezza costa nei pressi di una croce in ferro.

Questa piccola croce è dedicata alla memoria di una povera donna di Casareggio, Felicita Ghiglione, deceduta, si dice, colpita da un fulmine all'età di 53 anni il 12 settembre del 1888.

Dopo circa un ora, il paese è qui annunciato dalla presenza di quel che rimane dell'unico abbeveratoio del borgo.

Gli abitanti di Tessaie vivevano con quanto offerto loro dalla stalla, allevando mucche e pecore, vendendo latte e formaggette, sfruttando i vicini pascoli dall'allora brulla cima del monte Pareto.

Il latte qui prodotto pareva di ottima qualità, tanto che gli abitanti di Pareto li l'acquistavano, poiché nel loro paese non vi erano praticamente allevamenti di bovini veri e propri (1).

Non è un caso, quindi, che tra gli ultimi edifici non ancora crollati, ben si notano splendide ed ampie stalle, con le bellissime mangiatoie in legno e grandi fienili.

Al centro del piccolo borgo spicca una casa collegata alla mulattiera tramite un arcata, con al suo interno un malinconico forno a legna.

Poco più in la, dentro all'edificio più integro, si notano ancora una pavimentazione piastrellata, una cucina e un antico runfó.

Qui ha vissuto l'ultimo abitante di Tessaie con la moglie e il figlio., Tonni Battó, fratello di Ernesta, la Nesta de Tasciaie, che lasciò il paese nel 1957 trasportando da solo sulle spalle la mobilia fino al Fullo passando dal sentiero per Aia Vecchia (2).

Tutte le famiglie di Tassaie portavano lo stesso cognome: Battò.

Anche Dario, fratello della Lide e della Maria, storiche proprietarie dell'osteria alla Penola, era un Battó, ma viveva a Pareto.

Tutti i giorni, puntualmente senza saltarne uno, si recava a Tessaie, paese di suo nonno, anche solo per andare a tagliare il fieno per le sue mucche (3).

In tempo di guerra a Tessaie si ricorda la presenza dei partigiani e anche di una donna, capace di intonare un antico e triste canto popolare piemontese contro la guerra, mentre era intenta lavare i panni dal lavatoio (4).

Concludendo si può trovare negli archivi parrocchiali di Pareto alcuni dati sulla popolazione di Tessaie: tra il 1787 e il 1803 ci vivevano dalle 4 alle 5 famiglie e dai 24 ai 27 abitanti mentre nel 1835 si sarebbero contate 6 case con 36 abitanti (5).

(1) Da testimonianza di Andrea Banchero, detto Landi. 
(2) Vedi nota 2.
(3) a Testimonianza di Michele Firpo.
(4)Paolo Giardelli-Mauro Valerio Pastorino in "Val Brevenna, segni, memorie e identità nel corso della storia" In sedicesimo, 2016.
(5) Vedi nota n.3.




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