Ritornando a Caserza...

Sant'Andrea di Caserza nel 1576


Nell'interessante articolo sulla scomparsa chiesa di Caserza (qui rimandiamo https://www.ilbaulevalbrevenna.com/post/la-misteriosa-chiesa-scomparsa-di-caserza)

Giuseppe Bagnasco ci aveva ben raccontato la misteriosa storia che aleggia attorno ai pochi ruderi giunti fino a noi.

Ad integrazione e conferma di quanto scritto da Giuseppe, riportiamo un prezioso documento (1) (2) relativo alla visita Apostolica del 21 giugno 1576 alla chiesa di Sant'Andrea di Bovarizia, dell'allora Vescovo di Famagosta Gerolamo Ragazzoni.

Il piccolo edificio religioso viene qui definito parrocchia, unita perpetuamente a Santa Maria di Vaccarezza. Nonostante la distanza da Vaccarezza fosse stimata in circa tre miglia, la Santa Messa era lì celebrata tutte le domeniche e nei giorni festivi, servendo così una comunità allora composta da otto famiglie.

I fedeli erano avvisati delle funzioni tramite il richiamo del suono di un corno, essendo la chiesa ubicata in luogo assai difficile da raggiungere e non potendo la stessa vantare né un campanile né alcuna campana.

Tale scomodità venne annotata dal Vescovo in visita, il quale ordinò di collocare in tempi brevi la campana sopra alla facciata principale.

Ciò che risulta molto interessante è lo stato piuttosto trasandato dell'edificio già nel 1576: il pavimento presentava problemi tanto da dover essere spianato, come del resto il tetto, bisognoso di interventi addirittura sul tavolato.

Lo stesso vale per l'altare e i paramenti, non definiti idonei secondo i canoni stabiliti.


Non ci sono note nè la data nè tanto meno la motivazione dell'abbandono di questo antico edificio, ma la descrizione del cattivo stato di manutenzione dello stesso, già nel lontano Giugno 1576, potrebbe essere un valido indizio per comprenderne la successiva rovina.


Originale in latino:


Die XXI Junii visitavit de more parochialem Ecclesiam S.Andreae de Casertia consecratam, perpetuo unita S.Mariae Vacareciae in qua celebratur omnibus diebus dominicis et festis a Rectore […] Hac Ecclesia distat a suprascripta ad tria milia passuum itinere per difficilis, asperrimis montibus, et fluminibus et ad hac ecclesiam accedunt familiae octo, et unaquaque distat ab ecclesia mille passus et ad cornu sonitum conveniat, cum campana nulla sit, quo omnino iussum est ut comparet sex mensium ad summun spatio quo termino tranacto si id non erit prestitum in hac ecclesia non celebret. Donec hic prestiti sit. Altare redigatur ad mensuram et provideatur altari portatili prescripte magnitudinis. Tobalea magna pallio et scabello ligneo. Calix indecens profanatus reficiatur et patena inauretur. Ecclesia est adeo humilis et dimissa. Tectum tabulis aptet. Pavimentum sternatur idque quanto poterit citius.



Fonti:

(1) Archivio Segereto Vaticano, Sac. Cong. Conc-, Visite Apostoliche, Tortona, Vol 44, c. 153 verso.
(2) Estratto presente in "Sulle origini dei castelli,borghi,villaggi pieve e chiese monastiche. parrocchie,santuari,cappelle e ospedali dell'Alta Valle Scrivia da Busalla a Torriglia (sec.XII-XVIII)" di Lorenzo Tacchella, Biblioteca dell'accademia Olubrense-Milano-2003


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