La Valle giardino

Aggiornato il: giu 21

"La vita qui sembra lieta, anche se semplice e dura".

Mio nonno Ernesto di Cerreta, classe 1917, lo diceva sempre: "Da Frassinello a Carsi, tolte le castagne, bosco non ce ne era: era tutto un prato unico".

Mia nonna Nilda, classe 1923, di Clavarezza, aggiungeva " La Val Brevenna, un tempo, era un giardino curato".


Certo, di queste testimonianze ne potremmo raccogliere a decine, oramai per poco tempo, da coloro che hanno vissuto il periodo in cui il lavoro e la mano dell'uomo, per fame e necessità, perfettamente si integravano con la natura, coltivandola e curandola in ogni suo aspetto.

Ma poter disporre di testimonianze dirette di come i nostri luoghi si presentavano a chi proveniva da fuori, resta sempre qualcosa di prezioso.


Il brano che segue, riferibile ai primi anni '30 del secolo scorso, è la descrizione di come appariva una porzione di vallata agli occhi di Teofilo Ossian De Negri (1), durante gli scavi per la costruzione dell'odierna strada provinciale Avosso - Molino Vecchio, dove fu rinvenuta la tomba di epoca pre romana nei pressi della .

La Cà è una località della valle geologicamente di particolare interesse.

Qui la valle, prima incassata e chiusa, segnata in basso solo da una tipica serie di mulini, uscendo dalla gola della Madonna dell'Acqua, si allarga, si espande, consentendo la formazione di tipici meandri incassati, che hanno inciso una serie di terrazzi di dimensioni modeste.

Qui l'eterogeneità delle rocce (...), ha reso generalmente angolari, a zig-zag, le normali curve meandriche, ed i modesti terrazzi, (...) a ridosso dei quali, lungo il versante a solatio, si svolge una tipica serie di piccoli aggruppamenti di case, in isole coltivatissime a frutteti e vigneti, detti comunemente “casoni”.

E’ un paesaggio amenissimo, quanto mai pittoresco, nel contrasto dei vigneti, delle rocce e dei boschi verdi dell'altro versante.

Per entro a questa gola è un' oasi di freschezza e di vita che sorprende.

La vita qui sembra lieta, anche se semplice e dura. "


Sulla bellezza di tale scritto, resta poco da commentare.

Degno di nota è l'appunto sul termine Casoni, qui usato non per indicare i classici alpeggi dell'alta Valle, ma bensì i piccoli borghi disposti a scendere lungo il Brevenna, oltre il Santuario della Madonna dell'Acqua.

Sui Casoni e i suoi abitanti, i Casunnè, avremmo da scriverne, ed è per questo che vi rimandiamo ad un futuro post sul blog, magari il primo della prossima stagione autunnale...


Buona estate a tutti!


Fonti:

(1)Teofilo Ossian De Negri "Una Tomba preromana scoperta in Valbrevenna" - Estratto dalla "Rivista Ingaunia e Intemelia" 1938 .

Non sono uno storico, ne aspiro a diventarlo. Ma da sempre con la passione per la storia e la cultura della Valle che fu.


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