La festa della Madonna dell'Acqua

Il cerimoniale della festività secondo un documento del 1905

 

Anche quest’anno siamo entrati nella settimana che porta alla festa del nostro amato Santuario.

Una festa di devozione che unisce, da diverse generazioni, valligiani e non.


Come avevamo avuto modo di scrivere, in passato erano ben quattro le solennità celebrate: la prima, quella della II° Domenica di Giugno detta Madonna picinna, quella principale, la II° Domenica di Luglio, la terza, l’otto Settembre di ogni anno, intervallate dalla dell’Ascensione di Maria di Ferragosto.

Un’usanza che è andata scemando a partire dal secondo dopo guerra, vedendo l’imporsi della festività solenne di Luglio.


Va da se, l’origine della festa si perde nelle nebbie del tempo e difficilmente si può stabilire quando si iniziò a festeggiare e ricordare i miracolosi eventi di guarigione che portarono alla fondazione del Santuario.

Detto ciò, in occasione di una visita pastorale del 1905, ne venne redatto un preciso verbale, prezioso documento utile per ricostruire il cerimoniale della festa in se, almeno in epoca relativamente recente.


Riassumendo, vi si legge che la solennità durava in realtà due giorni pieni, tanto che al Sabato “il parroco si reca al Santuario di buona mattina, celebra la S. Messa e consacra. Posto coadiuvato dai massari, appara la chiesa.

Verso le undici torna alla casa parrocchiale per pranzare, lasciando ai massari e massare la custodia del Santuario.

Verso le quattro e le cinque, il parroco ritorna al Santuario; […] verso sera, a modo di Vespri, si dice il Rosario.


Al pomeriggio, i fedeli in arrivo venivano accolti nei d’intorni del Santuario poiché non esistevano ancora i saloni, edificati nel 1909 "la chiesa rimane aperta tutta la notte per comodità di tutti i forestieri; stanno di guardia i Massari; il parroco e l’altro sacerdote, dopo magra refezione, continuano il ministero della Confessione, che si protrae fin verso le undici.” circostanza assai utile poiché “In questa solennità concorrono al Santuario molti forestieri da Pontedecimo, Voje (Valleregia ndr),Creto, Serra Riccò, Casella, Busalla, Ceranesi etc. per visitare N.S. dell’Acqua.”


Simpatico è il passaggio dove il prete, se l’afflusso di persone era cospicuo, terminate le celebrazioni serali entro le undici teneva una predica in dialetto

“se vi è molto popolo in chiesa, si tiene qualche sermone in dialetto.”


Il giorno della festa, la Domenica, già all’alba il parroco riprendeva con le confessioni:

Prima di giorno, al mattino della festa, appena spunta l’alba si alza e si ripiglia il ministero delle Confessioni, che si termina raggiungendo l’altro confessore, per turno, fin verso le 10.”

La I° Messa è alle ore cinque precise, la seconda è alle ore sette, la terza quando vi è una messa di più è alle nove, l’ultima alle 11-messa Solenne".


La festa volgeva al termine relativamente presto “”La solennità si concludeva con i Vespri cantati verso le ore tre, seguito da breve sermone, benedizione alla reliquie


In conclusione riporto un piccolo accenno di polemica del redattore del verbale, contrariato dalle feste da ballo che si organizzavano nei paesi limitrofi, rei di corrompere la festa del Santuario "questa solennità, che è molta devota alla vigilia e al mattino è contaminata dalle feste di ballo che hanno luogo lungo il canale, nelle ore pomeridiane da ogni lato , quattro cinque e più”.

Vi ricordo che quest’anno la Festa del Santuario di N.S dell’Acqua è fissata per il prossimo Sabato e Domenica 9 – 10 Luglio.

Ci si vede li!


 

Non sono uno storico, ne aspiro a diventarlo. Ma da sempre con la passione per la storia e la cultura della Valle che fu.

0 visualizzazioni0 commenti