Il vino di Carsi

Aggiornamento: 18 mag

U vin de Carsci : il vino di sambuco

 

Siamo giunti a metà Maggio, uno dei periodi più belli e magici dell’anno.

Il bosco inizia ad essere nel pieno del suo vigore, i pendii della nostra Vallata si disegnano arrotondati e dolci, grazie alle paffute e rigogliose chiome degli alberi, distese al caldo sole primaverile.

Come pennellate colorate qua e là, compaiono anche i primi fiori: ciliegi, frassini, maggiociondoli ma soprattutto sambuchi.


Direte voi, cosa legano insieme il vino, prodotto autunnale, con la primavera, Carsi, e i fiori di sambuco?


In Val Brevenna, oltre alle classiche produzioni di castagne, patate e di quanto forniva la stalla, forte era la coltivazione di uva nebbiolo.

Una coltura, questa, estesa non a tutta la vallata bensì concentrata in una determinata zona, per intenderci nella fascia completamente terrazzata che da Caserza arriva fino alla Scapitola.

Qui si otteneva un vino davvero eccezionale per quantità e qualità ( avremo modo di scriverne di più!).

Una produzione legata a diversi fattori, vuoi per le caratteristiche del terreno, vuoi per la favorevole esposizione solare, non solo destinata all’ autoconsumo ma commercializzata e fonte di reddito per diverse famiglie.


Dove l’uva non cresceva, o per meglio dire, non maturava alla perfezione, era per lo più nei paesi posti al di sopra gli ottocento - novecento metri e soprattutto siti nel versante destro della Vallata.


Nelle testimonianze raccolte per la realizzazione del libro Vino dei nostri monti, ben ricordo di aver annotato che diversi intervistati, abitanti della fascia di maggior produzione del vino, erano solito riferirsi con il nome di vin de Carsci alla speciale bevanda rinfrescante e lievemente alcoolica prodotta con i fiori di sambuco.

In termini canzonatori e scherzosi si voleva così sottolineare che a Carsi, luogo reputato al luego dove l’uva non maturava pienamente, al posto del vero vino, gli abitanti ne producevano un surrogato, ossia la frizzante e dissetante bevanda di sambuco, sfruttando le copiose fioriture proprie di questo periodo dell'anno.


Vi lascio qui la nostra ricetta di famiglia, una delle tante, perché ne esistono di innumerevoli varianti!


Ingredienti:


7 litri d’acqua;

1 buccia di limone;

7 hg di zucchero;

7-10 fiori grandi di Sambuco;

1 bicchiere di aceto.


Unire il tutto in una damigiana e far macerare per almeno una settimana, rimescolando un paio di volte al giorno, per poi imbottigliare in luna crescente, filtrando.

Prima di gustarlo, lasciare riposare per altre due settimane in cantina.


 

Non sono uno storico, ne aspiro a diventarlo. Ma da sempre con la passione per la storia e la cultura della Valle che fu.

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