Il Cabellotto di Cannerosse

L'origine della mela Cabellotta.

 

Con questo post accantoniamo la storia della Valle, per scrivere di una delle tante varietà di mele tradizionalmente legata alla val Brevenna: la mela Cabellotta.

Salvaguardata dall'oblio grazie al prezioso lavoro di recupero e valorizzazione portato avanti dalle scorse amministrazioni comunali, la mela Cabellotta ha ritrovato il posto che merita nel mondo culturale e culinario, come frutto ed espressione della nostra terra.

Certo, tantissime erano le varietà autoctone di mele coltivate nella Vallata, alcune di grande qualità e pregio, su tutte le Gianchette, le Pùmelle, le Cannellinne, le Càrle. Tuttavia la Cabellotta, pur non essendo tra le più pregiate, venne selezionata nel corso del tempo per la peculiare caratteristica di garantire una lunga durata di conservazione.

Qualità non da poco, dove, in un passato non troppo lontano da noi, l’unico modo per contare sulla frutta nei pasti giornalieri era quello di conservarla in cantina assicurandone una lenta maturazione durante la stagione autunnale-invernale, da Settembre ad Aprile inoltrato.

Tornando al frutto, la Cabellotta mediamente si presenta dalla forma piccola e arrotondata, dal colore della buccia che varia dal bianco-verde, con la parte esposta al sole, la cosiddetta maschetta, di un bel rosso acceso.

Il fiore è di colore bianco, il sapore del frutto è assai dolce, molto fine, mentre il periodo di raccolta avveniva tradizionalmente dopo la tempora dell’otto Settembre.

Caratteristica che la distingue da quasi tutte le altre mele è l’oleosità della scorza, segno, secondo le nostre memorie storiche, di avvenuta e perfetta maturazione.

L’insieme di tutte queste caratteristiche fece si che fu tra le mele più diffuse sul territorio della Vallata, ma non solo: anche nella vicina Crocefieschi se ne trovano diversi esemplari.

Soddisfatto il consumo interno delle famiglie, l'eccedenza veniva destinata assieme al atre varietà di mele minori alla produzione del vin de meie, una sorta di sidro, o alla vendita per la produzione dell'aceto.

Sull’origine di questo particolare albero da frutto si hanno due ipotesi: la prima riconduce al nome della località di Cabella, in Val Borbera, come centro di propagazione, successivamente importata ed impiantata in Valle.

La seconda, a dire la verità la più accreditata, vede l'origine della coltivazione a Cannerosse, piccola, ma antica frazione posta nelle immediate vicinanze di Carsi.

Qui, secondo diverse testimonianze, un tale detto appunto il Cabellotto di Cannerosse, innestò il primo albero che diede vita all’odierna e preziosa varietà della Cabellotta, diffusa in tutto il resto della Val Brevenna.


 

Non sono uno storico, ne aspiro a diventarlo. Ma da sempre con la passione per la storia e la cultura della Valle che fu.


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