Da Carsi al Chioso e dal Chioso a Carsi

Aggiornamento: 26 dic 2021

L'epopea dello spostamento della sede comunale, fino alla soluzione definitiva: Valbrevenna Centro.

 

Con la Legge n.503 del 15 Agosto 1893 fu istituto il Comune di Valbrevenna, staccando le frazioni di "Carsi, Frassinello, Senarega, Nenno, Pareto, Clavarezza, Tonno, con la parte della frazione di Vaccarezza, che trovasi sulla sponda sinistra del Brevenna [Ternano], e Frassineto" rispettivamente dai Comuni di Casella, Savignone e Montoggio. Successivamente, con il Regio Decreto n. 99 del 24 Marzo 1895 venne individuata nella frazione di Carsi il capoluogo.


Nel neonato Comune, per sua natura sparso e costituito da tantissime frazioni, la decisione della sede comunale scatenò fin da subito il dibattito tra le diverse comunità impegnate nel dimostrare, ognuna secondo le proprie caratteristiche, di meritare il prestigioso riconoscimento.

Tutte accomunate nell'avversione alla scelta ricaduta su Carsi, giudicata mal ponderata.


In realtà, a fine ottocento, la popolazione dell'Alta Valle probabilmente ancora superava quella della Bassa Valle e unitamente al fatto che non esisteva il sistema viario odierno (la strada carrozzabile di fondovalle da cui dipartono tutte le comunali per le frazioni) e le persone e le merci si spostavano ancora lungo la fitta rete di sentieri e mulattiere.

Oltre a ciò, la frazione di Carsi era, se non quella baricentrica, quanto meno la più vicina al centro della Valle, dotata di negozi e botteghe, dell’ufficio postale, di osterie e alloggi, del telefono pubblico e perfettamente inserita nella rete viaria dell'epoca, motivazioni più che valide che ne determinarono la scelta di sede comunale.



Nonostante queste evidenze, la questione rimase al centro dell'opinione pubblica, in un contrasto che vedeva sia diverse frazioni in lotta tra loro sia la forte divisione geografica per interessi contrapposti, tra l’Alta e Bassa Brevenna.

Negli anni a seguire dall’unificazione del Comune, infatti, furono proposte sedi alternative, come La Cà, Pareto, il Santuario della Madonna dell’Acqua, fino a Mareta, tutte scartate per svariati motivi. (1)

Contrasti e contrapposizioni che culminarono quando il Consiglio Comunale deliberò, il 23 Marzo 1920, la nuova sede del Comune individuandola a Chioso, confermata successivamente dalla delibera del Consiglio Provinciale del 22 Settembre dello stesso anno.



Particolare del Regio Decreto che sancisce lo spostamento da Carsi al Chioso della sede Comunale

Vista la delicatezza della questione, la decisione venne rimandata ad una speciale Commissione in seno al Consiglio Provinciale, composta da membri favorevoli allo spostamento e dai contrari.


Custodita in un sacchetto destinato alla spazzatura, ho avuto la fortuna di ritrovare copia della relazione di minoranza della "Commissione per l’esame della domanda di trasferimento della sede del Comune di Valbrevenna da Carsi a Chioso", del Novembre 1921, che vedremo nei suoi punti salienti.

Chiariamo fin subito un aspetto importante.

La Minoranza in Commissione non era contraria a prescindere allo spostamento del Comune da Carsi, ma seriamente intenzionata nel trovare una sistemazione degna, non condividendo la scelta ricaduta sul Chioso.

Questo atteggiamento è chiaramente espresso nelle conclusioni finali che vedremo.

Innanzi tutto la Minoranza ribadiva che Carsi fu proposta ed approvata come sede comunale per ben due volte con votazione alla Camera dei Deputati, in quanto frazione vicino al centro geografico della Valle, dotata di negozi, servizi di alloggio e ufficio postale e abitata, all’epoca, da circa trecento persone.

La frazione candidata, il Chioso, veniva definita semplicemente come modesto casolare, la cui popolazione è segnata nell’ultimo censimento in n. sei abitanti”, ed essendo esposta a frequenti inondazioni del Brevenna (l’ultima quella del 1892), avrebbe avuto scarse prospettive di sviluppo futuro di altre costruzioni.

Inoltre Chioso non era in alcun modo collegato alle altre frazioni della Valle con comode mulattiere, bensì con stretti e non facili sentieri, a differenza di Carsi, distante appena un chilometro di mulattiera da Chioso.

La frazione di Chioso (foto di Giuseppe Bagnasco)

Non deve stupire la centralità dell'argomento strade in questo dibattito, in quanto principale motivo della richiesta di spostamento della casa comunale.

La popolazione dell’intera Valle, all’epoca, soffriva l’isolamento determinato dall’assenza di carrozzabili, infrastrutture decisive per lo sviluppo della comunità.

Portando il Comune al Chioso, a fondovalle e in posizione centrale rispetto alla Vallata, si sarebbe aperta l'occasione per invocare l’applicazione di due leggi che prevedevano la costruzione di strade di allacciamento per i Comuni isolati.

Un modo astuto per uscire dalla penalizzante scomodità e dare il via alla costruzione della strada di fondovalle, da Avosso fino appunto alla nuova sede comunale di Chioso.

Ed è proprio su questo punto cruciale che il dibattito si accese: secondo la Minoranza un simile progetto avrebbe svantaggiato l’Alta Brevenna che per popolazione, economia e gettito fiscale garantito alle casse comunali vantava un peso maggiore rispetto alla Bassa Brevenna.

A questo punto, la Minoranza ricordava come già nel 1915 l’argomento strada e spostamento del comune venne affrontato dal Commissario Prefettizio, dove nella sua relazione concludeva con le seguenti parole: ”Ma credo pure che non sia il caso di parlare di trasferimento di capoluogo, fino a che non si costruisca quella strada, la quale è considerata come redenzione del vostro comune. Fate che la strada giunga presto, agevole e piana al centro della vostra vallata, non importa se a la Cà o al Chioso o alla Madonna dell’Acqua o a Mareta; e là costruite rimesse, depositi, case, magazzini, là trasferite la vostra sede municipale in una linda casa nuova”.


La controproposta della Commissione di Minoranza, proprio per evitare di condannare al definitivo declino ed abbandono dell’Alta Valle, fu quella di indicare in Senarega l’effettiva nuova sede del Comune, con il fine ultimo di garantire la strada fino al cuore dell’Alta Valle.

Ciò era in linea con decisione presa dalla delibera del Consiglio Comunale del 19 Marzo 1921, la quale aveva approvato il progetto della strada da Avosso fino a Senarega.


Ma come tante delle buone intenzioni tutte italiane, la maggior parte di queste furono, ovviamente, disattese!


La sede comunale, per un breve periodo, venne fissata al Chioso, come da delibere della Commissione Provinciale del 22 settembre 1920, 6 dicembre 1921 e 15 marzo 1922 e confermate dal Regio Decreto n. 195 del 15 Gennaio del 1925, ma riportata subito a Carsi, come previsto dal Regio Decreto n. 781 del 29 Aprile 1926 a sancire ciò:


VITTORIO EMANUELE III


PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTA' DELLA NAZIONE


RE D'ITALIA


Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli

affari dell'interno;

Veduto il R. decreto 15 gennaio 1925, n. 195, che disponeva il

trasferimento della sede municipale del comune di Valbrevenna dalla

frazione Carsi alla località Chioso;


Veduta l'istanza con cui il Regio commissario straordinario per il

comune di Valbrevenna, in esecuzione della deliberazione 21 ottobre

1925, presa con i poteri del Consiglio comunale, chiede la revoca del

Regio decreto sopra citato e il conseguente mantenimento della sede

municipale nella frazione Carsi;


(...)


Abbiamo decretato e decretiamo:


Il R. decreto 15 gennaio 1925, n. 195, è revocato, mantenendosi la

sede municipale del comune di Valbrevenna nella frazione Carsi

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato,

sia inserto nella raccolta, ufficiale delle leggi e dei decreti del

Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservare di farlo

osservare.


Dato a Roma, addi' 29 aprile 1926.


VITTORIO EMANUELE.




Regio Decreto che sancisce il ritorno a carsi della sede comunale


Ma non solo.

L’agognata strada di fondovalle fu completata negli anni '30 ma fino al Santuario della Madonna dell'Acqua e raggiunse Senarega solamente agli inizi degli anni ‘60, oramai troppo tardi per arginare il già avviato fenomeno dello spopolamento dell'Alta Valle.


Questo acceso dibattito partecipato anche dalla popolazione, unito alla costruzione della strada di fondovalle, al progresso che pur lentamente si affacciava nella Valle e agli intrecci politici e di potere di vario genere in pieno regime fascista, fece nuovamente maturare la scelta dello spostamento del Comune verso un altro piccolo centro del fondo Valle, non più il Chioso, ma Molino Vecchio.


Con la realizzazione del viale della Rimembranza (alcuni alberi sono ancora presenti nell'odierna piscina) l'edificazione dall'allora Casa Balilla (l'attuale cappella del Baio), seguì il contestatissimo ma definitivo spostamento a Molino Vecchio avvenuto tra il 1938 e il 1940.

Molino Vecchio che già in alcuni documenti dell'epoca troviamo citata come Valbrevenna Centro (vedasi foto qui sotto) tentativo ultimo di costruire ex novo quel centro che la Valle mai ebbe nella sua lunga storia.



Anni '40, Molino Vecchio, citato come Valbrevenna Centro

Fonti:
(1) Relazione Commissario Prefettizio sul trasferimento del Capoluogo del comune di Valbrevenna, 1915.
Tutti i Regi Decreti citati e riportati sono liberamente consultabili alla seguente piattaforma Istituzionale normattiva
 

Non sono uno storico, ne aspiro a diventarlo. Ma da sempre con la passione per la storia e la cultura della Valle che fu.





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