1916: all'osteria del Santuario

L'osteria/alloggio di Pasquale Fontana al Santuario della Madonna dell'Acqua.


 

Rovistando in vecchie carte ingiallite dal tempo, custodite in polverose scatole dimenticate nelle soffitte, spesso e volentieri si scovano preziosi tesori.

Ancora una volta, una delle tante che mi è capitato di aprire, nascondeva al suo interno due preziosi foglietti accuratamente piegati, tenuti l'un l'altro a mo' di graffetta da un sottile chiodino.

Entrambi datati 1916, si riferiscono all'allora osteria/alloggio a servizio dei pellegrini in visita al Santuario della Madonna dell'Acqua, operante in quel grande edificio in pietra poco più a monte della chiesa.

Molti menzionano, ma i più per sentito dire, la storica gestione da parte della famiglia Poirè di Frassinello, detta Giochi, ma solamente pochi anziani oramai ricordano quella precedente, in capo a Fontana Pasquale.

La conduzione di questa particolare taverna, aperta principalmente nel periodo estivo per ragioni climatiche, garantiva una fonte certa di reddito.

Oltre all'accoglienza dei pellegrini che da tutta la valle e non solo facevano visita al Santuario durante la buona stagione, infatti, si occupava di garantire i pasti, le cene e il servizio di mescita nelle tre feste dedicate alla Madonna dell'Acqua che si svolgevano allora: la prima Domenica di Giugno, la Seconda di Luglio (come al giorno d'oggi) e a Settembre.

Tornando ai documenti, il primo è il conto del parroco per i festeggiamenti della vigilia della festa della Madonna dell'Acqua del 8 e 9 Luglio 1916.

Come da descrizione, il prete acquistò "presso Fontana Pasquale la vigilia di N.S. dell'Acqua al Santuario per cena a 4 persone


Pane

Vino litri 5 e mezzo

Botiglie 2

Uova 4

Minestra

Galina

Formaggio gurgunzola

Caffe 4

Salame mezzo chillo."


Il tutto per una spesa di £ 20,50.

Il secondo foglietto, invece, è la comanda del pasto della Masseria del Santuario, per il Ferragosto del 1916.

Anche qui vi è riportato il ghiotto pranzo consumato per la celebrazione dell'importante festività: "Pane, vino, salame, minestra, pollo, furmagio, chafè".


Particolare del conto della cena della Vigilia della festa

Preziose scatole del tempo, dicevamo ad inizio articolo.

Ma che ci raccontano la storia, quella con la "s" minuscola, della quotidianità delle persone comuni, ma non meno importante per capire la realtà del nostro passato.


 

Non sono uno storico, ne aspiro a diventarlo. Ma da sempre con la passione per la storia e la cultura della Valle che fu.



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